Perché ho iniziato a fare trekking

perché ho iniziato a fare trekking

E’ una domanda che mi è stata già posta diverse volte, ma non è mai facile rispondere. Forse perché ormai è talmente nel mio quotidiano che ho dimenticato che fino a qualche anno fa neanche lo consideravo minimamente.

Devi sapere che da piccola non ero per niente interessata allo sport, anzi, ero totalmente apatica. Sono sempre stata troppo timida, troppo asociale, e queste caratteristiche non si addicono molto ad uno spirito “sportivo”.

D’altronde il trekking non è uno sport come molti altri… Ma questo lo analizzeremo dopo.

Da ragazza poi ho iniziato a uscire con gli amici, a divertirmi e a fare tardi la sera, diciamo che avevo ben altro in testa piuttosto che andare camminare in montagna 🙂

Quando ho iniziato a lavorare però un problema che è sempre stato nel mio quotidiano, ma che ero sempre riuscita ad arginare quando andavo a scuola, ha iniziato a diventare un gran peso.

Devi sapere che ho sempre sofferto di insonnia, fin da bambina. Non è che non dormissi proprio, però avevo il sonno molto leggero, facevo fatica ad addormentarmi, non mi sentivo mai riposata.

Quando vai a scuola è facile, basta che dici alla mamma che stai male e stai a casa a recuperare le ore di sonno.

Ma quando inizi a lavorare tutto cambia. Il non dormire (perchè avevo anche iniziato a passare notti insonni) porta altri problemi, come la depressione e l’ansia.

nel caso tu non abbia mai sofferto d’ansia, ti assicuro che è una condizione molto pesante, che modifica la percezione di tutto ciò che fai, ciò che sei…

E’ come se avessi un mattone nel petto, non riuscissi a respirare bene, come se tu non sia padrone della tua vita.

Vivere questa sensazione mi portava a diventare non solo paranoica, ma anche nervosa e bipolare. E il bello è che le provavo tutte, dalla gocce rilassanti, alla valeriana, alle pasticche per dormire.

Nessuna di queste cose mi aiutava davvero, anzi il pensiero di imbottirmi di roba per stare bene mi faceva venire ancora più l’ansia.

Ad un certo punto sono giunta ad una semplice conclusione: il mio corpo mi stava comunicando qualcosa. Tramite l’ansia e il malessere mi diceva che non stava bene, non era sano. Aveva bisogno di un cambiamento, e io DOVEVO ascoltarlo. Io di insonnia ho sofferto fin da bambina, è vero, ma era una forma decisamente più lieve e se era peggiorata doveva esserci un motivo.

Ora penserai che ho iniziato a camminare per curare la mia insonnia, ma la verità non è questa. Infatti io ho iniziato a camminare quasi per caso e solo dopo ho scoperto che portava dei benefici anche alla mia insonnia e alla mia mente 🙂

E’ successo quindi che una domenica di 5 (o 6?) anni fa sono andata a fare un giro in moto con un amico. Mi ha portato al Nivolet, nel Parco del Gran Paradiso e per me è stato un fulmine a ciel sereno.

Sono sempre stata una persona molto sensibile ed empatica, ma crescendo ho sviluppato una grandissima sensibilità anche verso la natura, gli animali, la meditazione.

E’ quindi ovvio che trovarmi di fronte ad un’esplosione di bellezze naturali di quel genere mi ha letteralmente estasiato.

Non riuscivo a pensare ad altro se non: “Non voglio andarmene mai più, voglio stare qui per sempre”.

Così iniziai ad addentrarmi nei sentieri vicini, senza la benché minima attrezzatura da trekking ovviamente.

Ricordo perfettamente come mi sentivo. Era come se tutto il peso delle mie ansie, della mia insonnia, fosse stato cancellato. Ero rilassata, serena, respiravo l’aria buona di montagna e facevo pompare il mio cuore un passo dopo l’altro.

Quando tornai a casa iniziai a informarmi su tutto, i sentieri, l’attrezzatura, i consigli. E fu così che iniziai ad andare a fare trekking, tutti i weekend 🙂

La prima vetta me la ricordo ancora, è stata un’emozione pazzesca! Avevo le scarpe da corsa, pensa, perché ancora non avevo comprato quelle da trekking. E sono arrivata a 3020 metri! Era il Colle Rosset, nel Parco del Gran Paradiso.

Ricordo che in cima con le scarpe scivolavo un sacco, non erano adatte a camminare sul terreno sdrucciolevole e la ghiaia.

E’ stato davvero faticoso, non ero per niente allenata, ma non volevo mollare assolutamente, per nessuna ragione al mondo.

E ce l’ho fatta! Quella soddisfazione mi ha reso felice e euforica tutto il giorno e, indovina un po’? la notte ho dormito come una bambina 🙂

Fu così che senza neanche programmarlo diventai appassionata di uno sport che non portava benefici solo  al mio corpo e al mio cuore, ma anche al mio sonno e al mio cervello!

Come dicevo prima, il trekking non è uno sport come gli altri. Quello che ti smuove, non è l’agonismo o la vittoria, quello che ti smuove è la voglia di sentirti bene con te stesso e di raggiungere un traguardo, una meta, una vetta. E lo fai secondo i tuoi tempi e le tue forze, nessuno ti corre dietro e nessuno ti sta sfidando (se non te stesso).

La mia insonnia non è guarita del tutto, ma è molto migliorata. Con il trekking e la meditazione sono riuscita ad ottenere una vita più serena, più soddisfacente e più energica!

Se stai leggendo questo post probabilmente sei anche tu un appassionato di trekking e di camminate in montagna come me, o magari vorresti avventurarti in questo mondo.

Bè sappi che io sono CONTENTISSIMA di confrontarmi con persone che come me amano quest’attività e che vogliono condividere le proprie esperienze e i propri pensieri.

Ti auguro davvero un’immensa fortuna, e mi raccomando: ascolta sempre quello che ti comunica il tuo corpo.


Iscriviti al mio canale Youtube qui
Seguimi su Instagram qui